lunedì 15 settembre 2014

Sono stato alla #festadellarete e non c'era un cane

Non fraintendetemi, i blogger, le twitstar e gli stand pubblicitari c'erano. Sopratutto gli stand pubblicitari. Ma le 20.000 persone dichiarate dagli organizzatori saranno rimaste nel comunicato di ANSA che, a proposito, ha vinto come miglior testata online.

Probabilmente Ansa è così contenta di aver vinto che ieri ha cambiato l'articolo pubblicato giorni fa (tenendo lo stesso url). Ora c'è scritto soltanto "partecipazione da record".


Al di là di tutto, mi ha fatto molto piacere incontrare persone che conoscevo e altre che volevo conoscere. Questi tipi di eventi sono senz'altro una bella occasione per incontrare persone con cui spesso ci si sente solo in rete per problemi logistici, ma se dovessi trovare un aggettivo per la manifestazione e sopratutto la premiazione direi che è stata imbarazzante. Lo dico senza cattiveria, vi elencherò i motivi (anche perché ho già cercato di spiegarne le cause e le dinamiche nel post scorso).

giovedì 28 agosto 2014

#MIA14 Se un premio vale l'altro

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L'anno scorso ho fatto un salto al il Macchianera Awards, quello che oggi si chiama La Festa della Rete. La prima cosa che mi colpì è stato l'incredibile numero di gadgets e pubblicità con cui ti riempiono ovunque vai, ti regalano una borsa piena di quadernetti targati, penne e tanto altro merchandising di quello che ti offrono le aziende affinché tu porti il marchio con te. Mi è venuto in mente un po' il Meeting di Rimini, dove lo sponsor lo trovi nelle magliette dei volontari, sulle braccia e sulla schiena.

giovedì 21 agosto 2014

La Storia di Aaron Swartz


«Insomma, sin da piccolo, la mia relazione con le parole, con la scrittura, non era diversa dalla mia relazione col mondo in generale. Si direbbe che sono nato per non accettare le cose così come mi sono date.»
- Julio Cortázar

Avete un'ora e mezza libera? Un bel modo per impiegarla è vedere questo film (ci sono anche i sottotitoli in italiano).


martedì 29 luglio 2014

Gaza, Riotta e Costa: il giornalismo italiano, spiegato bene (tipo)

gaza-israele-palestina-il-post-costa-fontana-de-luca

In questa foto potete ammirare Francesco Costa, firma di punta de Il Post, mentre assaggia un Double Mc Riotta al sangue in un lussuoso ristorante a Gaza, prima di accingersi a scrivere i suoi meravigliosi status su Facebook, per poi farci la schermata e condividerli su Twitter perché "in 140 caratteri non ci sta"


Al che uno prima si domanda perché se in 140 caratteri non ti sta scegli di condividerla su Twitter, visto che se non puoi semplificare un concetto complesso — e cazzo se il conflitto Israelo-Palestinese è complesso — in un social network che fa della semplificazione il suo leitmotiv, allora stai comunicando in modo sbagliato.

Ma poi ci soffermiamo sui contenuti di tale ragionamento, e ci vuole poco a capire che chiunque sia convinto di riuscire a semplificare e accostare due conflitti diversi tra di loro, come quello della Syria e quello della Palestina, in uno status su Facebook, molto probabilmente sarà anche convinto di poter discutere di tali tematiche su Twitter. Quindi restiamo tutti abbastanza allibiti che una delle firme di punta de Il Post ragioni in modo così banale e poco competente da essere, appunto, una delle firme di punta de Il Post.

Tuttavia a questo punto scopriamo che esistono altre firme de Il Post ancora più impreparate di Francesco Costa. E così troviamo che forse l'errore è strutturale, e si svela l'intero sistema del giornalismo italiano 2.0.

Ora, anche il più stolto di voi si sarà reso conto che non sono ancora entrato nel merito e non ho confutato i contenuti di Costa. Vi domando scusa, ma per farlo dovrete arrivare fino alla fine, perché saranno necessarie alcune premesse, rotture di cazzo e perddio Costa, mettici un po' di salsa BBQ in quel panino che a Riotta piace al sangue. (remember remember Libera Nos a Riotta)

sabato 31 maggio 2014

io non sono razzista, è lui che è negro - Grillo, Farage e la realtà distorta

Pochi giorni fa mia moglie tornò in anticipo dal lavoro. Avendo staccato prima decise di prendere del gelato per farmi una sorpresa. A me piace Cookies e gusto Puffo. È stata molto carina, e mi dispiace che abbia dovuto trovarsi davanti ad un episodio spiacevole che non avrebbe dovuto vedere: il sottoscritto a letto con gli attributi di Giorgio, il suo istruttore di spinning, in mano.

— Amore, non è come sembra, posso spiegarlo..
— figlio di puttana.. pezzo di merda ecco perché ti piace il gusto Puffo!!
— Asco.. calmati, senti calmati.
— Sei Frocio cazzo sei frocio non ci posso credere sei gay..
— NO AMORE! ASCOLTAMI, mettiamo le cose in chiaro: io non sono gay, se mai gay è il mio istruttore di spinning, ma io no.

Vi sembra convincente? Per un cazzo. 
Eppure è la stessa scusa che usa Grillo su Farage al Telegraph:
Grillo-Farage-lega-nord-manifestiTutti scrivono che quello di Farage è un partito xenofobo, il nostro no. Ricordo che è grazie a noi che è stato abolito il reato di immigrazione clandestina e ne siamo felici. Noi dobbiamo andare a confrontarci sui temi, ovviamente non su idee diverse dalle nostre. Noi non siamo xenofobi. [...]
Io non sono razzista, è il mio socio che è razzista, ma io no. Tuttavia Grillo punta più in alto e rivaluta, anzi difende Farage: