mercoledì 30 novembre 2011

In the meantime, Canonical...

Sarà mai possibile, mi chiedo, che mentre Canonical sostiene che serve un nuovo set di icone, crea l'ennesimo progetto con la u davanti, e rilascia interviste affermando stronzate giganti, la sua  interfaccia faccia così tanto cagare al punto tale che un manipolo di utenti - che conosco di persona e non sono dipendenti della Casa del Parroco - si debba mettere a fare una semplice applicazione per configurarla meglio?? Parlo di MyUnity.

Per giunta, nel frattempo viene fuori che Mint ha superato Ubuntu su Distrowatch. Sapete, è una di quelle cose che mi tormenta la sera. Mentre sono a letto, a pancia in su con gli occhi spalancati e lo sguardo verso l'alto mi tormento: Quale sarà la distro in pole position su DW? Non riesco a dormire. Immagino che il prossimo mese i lettori di omgubuntu si metteranno d'accordo e come forsennati cliccheranno F5 alla velocità con cui un fan di Fiorello si lancia per twittare merda con il hashtag #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend.

La cosa tormenta anche il mio criceto, Tony Hamtaro. Glielo dissi ieri, pian pianino, con un po' di tatto. Reagì in questo modo.

lunedì 21 novembre 2011

#golpe sulla vicenda che ha fatto chiudere @palazzochigi

Non ridere, non piangere, sed intelligere - B. Spinoza
Il Popolo della rete non esiste. Se mai esiste il popolo nella rete. Sostanzialmente lo stesso che c'è nella vita reale, ma con una connessione ad internet.

La chiusura dell'account @palazzochigi lo dimostra. Mette in luce che il popolo è pieno di boccaloni. Perché ciò che divertiva di più non erano i tweet - quelli, se mai, presagivano le lacrime avvenire -, ma era proprio divertente ammirare quanti boccaloni ci fossero, tra di loro giornalisti e politici.

mercoledì 16 novembre 2011

Apple non si discute (i dogmi della mela)

Nonostante la nostra visione possa essere abbastanza critica, e per "nostra" intendo quella di chi - per citare McLuhan - non cade nel "narcisistico torpore" verso un prodotto e non è un feticista tecnologico, ai piani alti dell'informazione (riviste e giornali del settore) nessuno si sogna di mettere in discussione certi concetti. In primis quello della "qualità". E successivamente quello dell'innovazione. Sembra quasi che i due concetti elencati siano diventati i dogmi dell'azienda della Mela.

giovedì 10 novembre 2011

Wayland, l'ayahuasca e la fantainformatica

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Per capire questo post devi usare gnu/linux e fare uso anche di sostanze stupefacenti come l'ayahuasca. Io uso entrambi. Tutte le mattine. Una volta ho compilato un kernel mentre parlavo con un serpente piumato in mezzo ad una foresta amazzonica. Non so se dovresti continuare a leggere. 

Un anno fa, Don Shuttleworth disse che non potevano continuare a usare Xorg, ci voleva un'alternativa perché X "non fa quello che vogliamo che faccia", quindi in futuro "Ubuntu sarà basato su Wayland" (progetto alternativo a X prodotto da Nokia e Intel) che verrà anche usato da Meego.

mercoledì 9 novembre 2011

Finita la pacchia

Non appena la vidi, ebbi la sensazione che mi trovavo davanti ad un'opera d'arte. Tuttavia, se non fosse stato per Daniele Sensi e la ciurma che lo segue nella sua pagina di Facebook, non sarei riuscito a risalire all'autore. Ecco allora che la ritrovai nel mio libro di Storia dell'arte delle superiori.

lunedì 7 novembre 2011

#Twittofili o come Twitter somiglia a Facebook

"Dimmi cosa twitti e ti dirò chi sei"
Oscar Wilde ne L'importanza di chiavarsi Ernesto

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Con la precedente frase Oscar Wilde diventava una twittstar. E grazie al suddetto titolo si aggiudicava il diritto di postare frasi di 140 caratteri ogni due secondi. Nelle quali informava i suoi followers latitudine, longitudine e profondità dei suoi pensieri. Cosa mangiava e con chi scopava erano informazioni di pubblico dominio. Addirittura postava le foto delle sue tette per acchiappare followers. Lui poteva permetterselo. Noi no. Ma non ti offendere, ti chiedo solo di leggere fino in fondo.

mercoledì 2 novembre 2011

Apple e l'estetica dannunziana

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Un gesto, gente.
Ha a che fare col linguaggio del corpo. È quando il corpo umano genera un determinato movimento, con un verso dato, compiendo una azione ben precisa.

L'azienda di Steve hungry, Steve follish non vuole che tu strisci il tuo sudicio dito per sbloccare il cellulare sullo schermo. A meno che tu non abbia un qualunque aggeggio di nome ridicolo che inizi con la lettera «i». Se hai un'iPhone, un iPod o un iPad va bene. Allora puoi farlo.