martedì 5 novembre 2013

La Satira come termometro democratico, e se avessero pubblicato questo in Italia?

Per prima cosa avrete bisogno di un minimo di contesto: siamo in Argentina, Agosto 2010. Un paese in cui il suo ex dittatore non è ancora morto e solo da poco viene processato, un paese il cui dramma della dittatura è ancora vigente, con un dibattito aperto come una ferita e il ricordo di bambini desaparecidos sottratti ai genitori - che fecero finire in mare - e offerti a persone sconosciute, complici del furto di persona.

In un contesto del genere Cecilia Pando, presidentessa del APPA, associazione che difende e considera "prigionieri politici" i militari e le forze armate coinvolte nel colpo di stato argentino, si incatena al ministero della difesa per protestare in difesa dei militari processati per crimini contro l'umanità. Dovete immaginarvi una scoppiata di destra ultra conservatrice. Una persona che in piena euforia di videliana memoria minacciò di morte al segretario nazionale dei Diritti Umani, davanti alle telecamere. Una persona già condannata in passato per aver imbrattato materialmente i fazzoletti simbolici della Madres de Plaza de Mayo, che ricordano le vittime del governo militare. Insomma, tante belle cose.

Come risultato del suo incatenarsi davanti al ministero, la famosissima Revista Barcelona (rivista satirica argentina) pubblica la seguente copertina: