martedì 29 luglio 2014

Gaza, Riotta e Costa: il giornalismo italiano, spiegato bene (tipo)

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In questa foto potete ammirare Francesco Costa, firma di punta de Il Post, mentre assaggia un Double Mc Riotta al sangue in un lussuoso ristorante a Gaza, prima di accingersi a scrivere i suoi meravigliosi status su Facebook, per poi farci la schermata e condividerli su Twitter perché "in 140 caratteri non ci sta"


Al che uno prima si domanda perché se in 140 caratteri non ti sta scegli di condividerla su Twitter, visto che se non puoi semplificare un concetto complesso — e cazzo se il conflitto Israelo-Palestinese è complesso — in un social network che fa della semplificazione il suo leitmotiv, allora stai comunicando in modo sbagliato.

Ma poi ci soffermiamo sui contenuti di tale ragionamento, e ci vuole poco a capire che chiunque sia convinto di riuscire a semplificare e accostare due conflitti diversi tra di loro, come quello della Syria e quello della Palestina, in uno status su Facebook, molto probabilmente sarà anche convinto di poter discutere di tali tematiche su Twitter. Quindi restiamo tutti abbastanza allibiti che una delle firme di punta de Il Post ragioni in modo così banale e poco competente da essere, appunto, una delle firme di punta de Il Post.

Tuttavia a questo punto scopriamo che esistono altre firme de Il Post ancora più impreparate di Francesco Costa. E così troviamo che forse l'errore è strutturale, e si svela l'intero sistema del giornalismo italiano 2.0.

Ora, anche il più stolto di voi si sarà reso conto che non sono ancora entrato nel merito e non ho confutato i contenuti di Costa. Vi domando scusa, ma per farlo dovrete arrivare fino alla fine, perché saranno necessarie alcune premesse, rotture di cazzo e perddio Costa, mettici un po' di salsa BBQ in quel panino che a Riotta piace al sangue. (remember remember Libera Nos a Riotta)