giovedì 28 gennaio 2016

Lo Zen e l'arte di pararsi il culo

Premessa per me sottintesa eppure necessaria: faccio i nomi perché devo portare qualche esempio, niente di personale; faccio i nomi perché altrimenti questo sarebbe il solito post auto-assolutorio di tanti addetti al lavoro che la pensano come me, ma moderano i toni per svariati motivi; faccio i nomi, ma cerco di evidenziare un problema sistematico.

Prima Parte: se vuoi che la mia recensione sia positiva devi pagarmi

Leggiamo insieme l'illuminante status di un'influencer nostrana alle prese con alcune proposte aziendali:

marchetta-recensioni-finte-prodotti-influencer

Insomma se volete che Daniela ne parli bene dovete pagarla, più chiara di così non poteva essere. Certo nel riquadro evidenziato la parola recensione non è corretta, il termine giusto sarebbe marchetta. Se vuoi che ti faccia una marchetta devi pagarmi, ecco. Ci mancherebbe (pensate c'è chi lo fa gratis, per prestigio pare).

Ne ho già parlato a lungo qui (L'Universo Costanzo - La via lattea delle marchette italiane) e qui (Seconda Parte - Gli influencer colpiscono ancora).